Agostini Massimo

Il SEO questo sconosciuto

A richiesta di molti clienti spiego brevemente che cosa e’ il .
Si tratta dell’abbreviazione di Search Engine Optimisation, ottimizzazione per i motori di ricerca, consistente in una serie di operazioni da effettuarsi sia nella parte visibile del sito che nel cosiddetto header, non visibile ai navigatori ma scansionato dagli spider dei motori di ricerca, al fine di posizionare al meglio il proprio sito nelle ricerche effettuate sui motori stessi.
Ricordo che molti anni fa quando cominciai questa attivita’ indicizzare un sito era un gioco da ragazzi, bastava segnalare l’indirizzo e in poco tempo lo si trovava magari svettante nelle prime posizioni..
Ora le cose sono molto cambiate, sia per il numero impressionante di competitors che ogni sito si trova a fronteggiare sia perche’ gli algoritmi di indicizzazione sono decisamente più sofisticati.
Inizialmente i soliti furbetti inserivano nell’ header delle parole chiavi “allettanti”, si, avete indovinato, tipo “sesso” ad altissimo numero di ricerca in siti in cui si parlava magari di cucito o di cucina :-). Ora ovviamente e fortunatamente questo artificio illecito non funziona piu’, gli spider (sostanzialmente robot informatici che scansionano la rete) verificano che i contenuti dichiarati nelle intestazioni invisibili ai navigatori corrispondano effettivamente agli argomenti trattati nei testi delle pagine, inoltre vengono verificati la velocita’ di caricamento, la disponibilita’ e perfetta leggibilita’ di una versione mobile dato l’alto numero di accessi alla rete tramite smarthphone e tablet, la presenza di una connessione protetta con ssl (lucchetto verde) e molti altri parametri. L’ottimizzazione diventa quindi un lavoro complesso composto da una prima parte chiamiamola statistica dove, individuate alcune parole e frasi chiave che identificano l’attivita’ dell’azienda, si effettua una ricerca per verificare come i navigatori cercano effettivamente quelle parole, quindi eventuali varianti, uso al plurale piuttosto che al singolare, ecc. Successivamente si passa alla fase più tecnico-compilativa attraverso tutte quelle operazioni sul codice dell’header del sito, sui testi, sulle immagini ecc. in modo tale che nel suo complesso corrisponda ai parametri di cui gli spider tengono conto per indicizzare. A questo si aggiunga che l’algoritmo di calcolo dei motori, primo fra tutti Google Caffeine non e’ completamente noto inoltre viene costantemente modificato ed aggiornato e varia da paese a paese. Pertanto ottenere una posizione alta nei motori non e’affatto semplice ne tantomeno una garanzia (vedi a questo proposito il mio articolo precedente). Ogni operazione di SEO deve essere eseguita conoscendone i principi fondamentali ed eventualmente riaggiustata nel tempo al fine di ottenere risultati apprezzabili che comunque possono variare soprattutto in funzione del numero di competitors e delle parole chiave.

Nella mia modesta carriera di webmaster ho sempre cercato di fondere la creazione di un sito con la sua ottimizzazione  sia perché è molto più agevole costruirlo già ben strutturato da un punto di vista seo piuttosto che dover ricorrere a posteriori a operazioni correttive, sia perché trovo professionalmente ed eticamente frustrante creare  qualcosa condannato a rimanere un perfetto sconosciuto perché non ho provveduto ad effettuare adeguate azioni di webmarketing. Talvolta il cliente non ha ben chiara questa fase perché ovviamente la parte grafica è tangibile, visibile e palpabile mentre il seo è silenzioso ma fondamentale e spietato… Nel corso degli anni ho avuto clienti che mi hanno chiesto ottimizzazioni impossibili con parole chiavi talmente generiche da rendere l’indicizzazione impossibile e tra l’altro perfettamente inutile, tanto per fare un esempio il proprietario di un ristorante di un paese della provincia di Firenze mi suggerì come parola chiave “Firenze” il che ovviamente è assolutamente assurdo pensare di comparire in prima pagina con un piccolo locale di un paese fiorentino digitando “Firenze”. Inoltre nessuno inserirebbe mai Firenze come chiave di ricerca per cercare un ristorante in un paese dell’interland! L’errore opposto è quello di proporre parole troppo specifiche, facile da far balzare ai primi posti ma completamente inutili non essendo praticamente mai cercate dai navigatori. Gli algoritmi dei motori di ricerca sono come dei vulcani in continua attività  non sappiamo esattamente cosa c’è all’interno e cosa possono eruttare. L’unica costante che vale sempre è … il buonsenso, ricordando comunque che ogni caso studiato è diverso da un altro,  le variabili in gioco sono molte e non sempre controllabili quindi il risultato va cercato con impegno  intuito e pazienza e non è mai scontato …

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